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Il ricordo di Giuseppe Petitto e Leopoldo Trieste al Museo del Rock di Catanzaro

Il ricordo di Giuseppe Petitto e Leopoldo Trieste al Museo del Rock di Catanzaro

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Un evento di alto valore culturale ieri sera al Museo del Rock di Catanzaro. E’ stato proiettato il documentario, scritto da Sergio Dragone e diretto dallo straordinario e sfortunato regista catanzarese Giuseppe Petitto, dedicato alla figura di Leopoldo Trieste, grande attore, commediografo e intellettuale calabrese, che dagli anni ’50 agli anni ’90 ha lavorato con registi del calibro di Federico Fellini, Pietro Germi, Francis Ford Coppola, Giuseppe Tornatore, al fianco di attori come Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Philippe Noiret, Robert De Niro, soltanto per citarne alcuni. Memorabili le sue interpretazioni dello sposino de “Lo sceicco bianco”, dell’intellettuale de “I vitelloni”, di Padre Adelfio di “Nuovo cinema paradiso” o del signor Roberto de “Il padrino parte II”. L’incontro è stato introdotto dal dottor Piergiorgio Caruso e moderato dall’avvocato Antonio Ludovico che, dopo la proiezione, ha intervistato Sergio Dragone e Gianvito Casadonte.

“Sono molto felice di vedere questa sala piena. Questa sera ricordiamo due grandi calabresi, uno, Giuseppe Petitto, giovane regista catanzarese di gran talento e di grande sfortuna, che si stava facendo strada e senza altro avrebbe avuto grandi soddisfazioni, del resto aveva già avuto importanti riconoscimenti come ad esempio quello personale del regista Arthur Penn. L’altro, Leopoldo Trieste, un grande attore reggino nei cui film interpretati c’è veramente la storia del cinema italiano, a cominciare da quelli diretti da Federico Fellini, Francis Ford Coppola, Tornatore e tanti altri”. Con la voce rotta dall’emozione, è stato il dottore Caruso con queste parole ad accogliere il pubblico intervenuto, salutando in particolare i genitori di Giuseppe, e a dare il via alla proiezione.

Trentacinque minuti in cui lo spettatore rimane incollato alla poltrona affascinato da questo racconto, magistralmente montato da Petitto, in cui Giuseppe Tornatore, Mimmo Calopresti, Moraldo Rossi, Vincenzo Mollica, Tullio Kezich e Vittorio Boarini raccontano  le qualità umane, intellettuali ed artistiche di Trieste, svelando molti retroscena.

“Giuseppe per me era un fratellino, anche dal punto di vista artistico,  ho avuto la fortuna ed il piacere di produrre  con lui “Tredici”, il documentario sulla tragedia del “Le giare”. Questo documentario appena proiettato è un lavoro di un’abilità straordinaria, frutto di un’idea geniale di Sergio Dragone. E’ l’unico lavoro fatto su Leopoldo Trieste, un grande attore ed un grande intellettuale, amatissimo da Federico Fellini. Come ha detto Vincenzo Mollica, era un prototipo, un carattere che non passava inosservato. Giuseppe è riuscito ad entrare nella vita di Leopoldo con grandissima qualità, con la sua capacità di racconto straordinaria. Un lavoro notevole, di preparazione e di redazione, che ha richiesto anni per raggiungere questo livello. Propongo a Piergiorgio Caruso di organizzare in questa sala, visto il successo di pubblico di questa sera, una retrospettiva su tutti i lavori di Giuseppe, lavori che gli hanno permesso di essere amato e stimato a livello mondiale”. Questo il ricordo dei due artisti calabresi di Gianvito Casadonte che ha avuto il privilegio di conoscere entrambi.

“Con Giuseppe Petitto abbiamo realizzato tre lavori dedicati a tre grandi calabresi, Francesco Cilea per la musica, Leopoldo Trieste per il cinema e Giacomo Mancini per la politica. Questo su Leopoldo Trieste non è un documentario, non è un film, è un racconto realizzato da Giuseppe con una tecnica che non vi sarà sfuggita, quella della eliminazione della voce fuori campo. Noi abbiamo pensato questo racconto, ma lui è stato straordinario a tradurlo in immagini, in suoni e in parole. Stupendo il siparietto di Leopoldo e Robert De Niro nel “Padrino parte II” introdotto dalle parole di Tornatore. Quando ho intervistato Tornatore, vedere lui e Giuseppe preparare insieme il set per l’intervista è stata una grande emozione per me. Giuseppe ci ha messo l’anima per questo lavoro, per un anno ci ha lavorato giorno e notte, perché è stato più semplice acquisire il materiale e fare le interviste e non montare il lavoro”. Questo il racconto di Sergio Dragone che ha rivelato il Giuseppe che ha lavorato fianco a fianco con lui, il Giuseppe che era emozionatissimo, ma allo stesso tempo molto preparato, prima di incontrare Tornatore, il Giuseppe che a Rimini ha intercettato Tullio Kezich e lo ha intervistato personalmente.

La conclusione dell’evento è stata dell’avvocato Antonio Ludovico con un annuncio a sorpresa:«Anche questa sala diventerà un piccolo cinema, da Novembre inizieremo, in maniera assolutamente gratuita, a proiettare film di qualità che non vedrete ne in televisione ne sul grande schermo».

Saverio Fontana

Saverio Fontana Saverio Fontana, nato a Catanzaro, diplomato in informatica presso l'Istituto Tecnico Industriale, collabora con la testata giornalistica on line lesuberante.it. Ama intervistare direttamente i protagonisti degli eventi e deve questo amore ad Oriana Fallaci di cui ha letto molte delle sue interviste dallo stile unico e inconfondibile.

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