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Dove tutto è a metà, il romanzo di Zampaglione e Gensini, intervista

Dove tutto è a metà, il romanzo di Zampaglione e Gensini, intervista

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tuttoametà2Dove tutto è a metà”, edito da Mondadori,  è il primo romanzo scritto insieme da Federico Zampaglione, cantante dei Tiromancino, creatore di brani di grande successo e Giacomo Gensini, scrittore e sceneggiatore con all’attivo diverse pubblicazioni. Una storia scritta a quattro mani anche se, grazie ad una scrittura omogenea, il lettore non se ne accorge.

Con un gradevole sottofondo musicale che varia dal rock al pop, sullo sfondo una bellissima Roma, calma di notte quanto caotica di giorno, questa storia non vera, ma verosimile, si cala alla perfezione in questa nostra società in cui cerchiamo di essere presenti in tutte le situazioni possibili e non ci accorgiamo che rischiamo di lasciare “tutto a metà”, e il rischio è grande quando ciò che lasciamo a metà sono gli affetti più cari o l’amore.

Roma, quartiere Testaccio, il Morrison Cafè, tempio della scena musicale alternativa. Due uomini, Lodo, ventenne  cantante dei Bangers, gruppo musicale che si ispira ai Muse, e Libero, cinquantenne cantautore che in passato ha avuto un grande successo e che ora è in preda ad una crisi creativa alla quale reagisce con l’isolamento. Due generazioni diverse, due generi musicali diversi, ma due caratteri simili, gelosi, ostinati e fieri. Due donne, apparentemente molto forti, Luna, bellissima moglie di Libero che, con tanto amore, lo sostiene e cerca di farlo “ritornare a vivere”, e Giulia, la coinquilina di cui Lodo è innamorato, ma lei sembra avere occhi solo per gli uomini molto più grandi di lei.

Una mattina, nel palazzone anni sessanta della SIAE, Lodo incontra per caso Libero e tutto cambia. Ha  inizio una storia travolgente tra amori e tradimenti, fallimenti e successi, incomprensioni e rimpianti, party e concerti. I protagonisti saranno messi a dura prova, le loro fragilità verranno fuori e dovranno far ricorso ai loro punti di forza per riprendere in mano la loro vita.

Perché leggere “Dove tutto è a metà”? Perché si lascia leggere velocemente regalando un’emozione dopo l’altra. Perché fa riflettere sull’importanza di prenderci cura delle persone che veramente contano nella nostra vita.  Perché ci insegna che chi persevera e non si arrende mai, prima o poi viene premiato dalla vita.

Saverio Fontana ha incontrato il coautore Giacomo Gensini per i lettori di artiecultura.it.

Giacomo, dopo aver scritto con Federico Zampaglione le sceneggiature dei Film Shadow (2008) e Tulpa (2013), come nasce l’idea di scrivere  insieme un romanzo?

GG: Una sera a cena. A farci decidere per un romanzo invece che un film è stata la voglia di non avere vincoli creativi legati ad eventuali budget. Che nel cinema sono condizionanti.

“..stento a vedermi solo qua, dove tutto è a metà “. In questa società dove, nel tentativo di prendere tutto, spesso lasciamo le cose a metà, quale rischio corriamo se ciò che non viviamo in pieno sono gli affetti più cari e l’amore?

GG: Il rischio di ritrovarci soli con i nostri desideri, senza nulla di compiuto fino in fondo.

Lodo, 20 anni, e Libero, 50 anni, si incontrano e l’uno condizionerà la vita dell’altro. Come può, secondo lei,  l’amicizia tra persone di diversa generazione aiutare a superare le reciproche fragilità?

GG:Con un equo scambio, da una parte c’è l’esperienza, dall’altra l’entusiasmo, l’energia. Ho incontrato diversi maestri nella mia vita, uno su tutti il giornalista di Radio Radicale Antonio Russo, ucciso in Georgia nel 2000, che avevo conosciuto in Kosovo. Mi ha insegnato che ogni cosa va fatta con il massimo dell’impegno e della sincerità.

In amore, invece, Franco dice a Giulia, giovane amica di Lodo che si innamora di Libero, molto più grande di lei: “ Nun te legà a chi ha già vissuto la miglior parte della sua vita”.E’ d’accordo con il suo personaggio?

GG: Nello specifico, secondo me, forse si, ma non è una regola assoluta.

Il titolo di ogni capitolo è il nome di una canzone di grande successo, perché questa scelta?

GG: Desideravamo creare un percorso emozionale, una colonna sonora ideale, che accompagnasse questo viaggio nel mondo del Morrison.

Quanto di Federico Zampaglione e Giacomo Gensini ci sono in Libero e Lodo?

GG:Come sempre, quando si scrive una storia, ognuno dei personaggi è frutto di tante cose diverse: parte di noi, come siamo , come siamo stati, come vorremmo o anche come potremmo essere, parte delle persone che abbiamo incontrato nelle nostre vite, o magari immaginato, parte suggestioni, fantasia pura,  il tutto rielaborato moltiplicato per due e frullato. Ovviamente qualcosa c’è, ma è fuso con tantissimo altro.

Un romanzo “pieno di ritmo” che interpreta così bene l’attuale situazione della società italiana, con una trama coinvolgente ed “un’incredibile  capacità nel generare immagini” (cit. Nunzio Belcaro), non può che essere destinato a diventare un film?

GG: E chi lo sa ?

Saverio Fontana

 

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Saverio Fontana Saverio Fontana, nato a Catanzaro, diplomato in informatica presso l'Istituto Tecnico Industriale, collabora con la testata giornalistica on line lesuberante.it. Ama intervistare direttamente i protagonisti degli eventi e deve questo amore ad Oriana Fallaci di cui ha letto molte delle sue interviste dallo stile unico e inconfondibile.

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