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La terra del ritorno, intervista all’autrice Giusy Staropoli Calafati

La terra del ritorno, intervista all’autrice Giusy Staropoli Calafati

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Giusy Staropoli Calafati vive e opera a Briatico(VV). Ha coltivato la sua passione per la letteratura con uno studio da autodidatta. Vanta diverse pubblicazioni ed è vincitrice di importanti premi letterari.

La terra del ritorno, 2017 Pellegrini editore, è un romanzo che nasce dal grande amore che Giusy ha per la sua Calabria. Grazie a questo amore straripante riesce ad inebriare il lettore rivelando tutta la bellezza che questa terra possiede, tutta la bellezza del Sud percepito come vero e proprio stato d’animo e non come luogo geografico.

L’autrice ci porta nella campagna calabrese grondante di fede e fatica, tra gli alberi di ulivi e di fichi a melanzane dove il sole è mezzo e caldo e l’aria delle case è saporita come il sambuco utilizzato per guarnire le pitte filate infornate di mattina alla buon’ora. E’ qui che Turi Nassi, giovane calabrese che svolge la professione di medico a Torino, torna come ogni anno per le ferie di Agosto. Questo volta, però, egli percepisce negli occhi del padre che qualcosa non va, che qualcosa di grave sta accadendo. E’ qui che Turi subisce il richiamo della propria terra che ha bisogno di lui e si trova di fronte a quella che Gioacchino Criaco nella Prefazione chiama la triplice scelta a cui ogni calabrese emigrato è stato chiamato almeno una volta nella vita, quella di tornare, di amare e di lottare.

La terra del ritorno è, infatti, la storia di una scelta difficile, quella per Turi di decidere se tornare, proprio nel momento in cui a Torino si sta avverando il suo sogno di diventare professore universitario. E’ una storia d’amore, per la sua Tascia che ritrova dopo tanti anni, per i suoi genitori e per la sua terra, quella “Filanda” che di padre in figlio, i suoi famigliari, hanno reso la meraviglia delle terre, adorna di sette bellezze più una, ma è anche una storia di lotta perché un “mostro” minaccia la terra e tutte le famiglie contadine della zona. E’ una storia nobile in cui l’autrice fa rinascere Saverio Strati che torna ogni anno nella sua terra per farsi seme negli “intelletti contadini con il dono della restanza”. E’ una storia in cui , grazie alla sensibilità di Giusy, ogni persona, ogni paesaggio ed ogni accadimento diventa poesia e si fa augurio per tutti quei lettori che in essa ritrovano la loro storia e sognano la propria Terra del ritorno. . E’ una storia a tratti commovente che tutti dovrebbero leggere.

Saverio Fontana ha incontrato Giusy Staropoli Calafati per i lettori di artiecultura.it.

Giusy come nasce in lei l’esigenza di raccontare “La terra del ritorno”?

Cercavo una storia che permettesse al mio amato Saverio Strati di ritornare  e per sempre nella sua terra. E così è nata la storia di Turi Nassi, dando vita alla terra del ritorno.

“Andare per imparare, tornare per insegnare”, ma quanto facciamo noi calabresi che siamo rimasti per creare l’opportunità del ritorno ai nostri concittadini emigrati?

Alcune volte tanto, spesse volte poco. Non è facile fare al Sud. Ma quel poco fatto dovrebbe essere sempre e comunque richiamo per il ritorno. Tornare per restare è una grande opportunità che noi calabresi non neghiamo mai a nessuno.

Lei sostiene che è importante tornare, non per forza fisicamente, ma con il cuore. Come può un calabrese amare e lottare per la sua terra tornando soltanto con il cuore?

Un calabrese può amare e lottare per la sua terra anche se questi si trova in capo al mondo. Perché i luoghi ti seguono ovunque. È accogliendoli e non dimenticandoli che si ritorna con il cuore.

Determinante per la scelta di Turi è stata la sua amicizia con Saverio Strati che lei ha voluto fosse presente nel suo romanzo. Quanta importanza ha avuto la letteratura di Strati nella sua formazione letteraria?

La letteratura di Strati ha avuto e ha un ruolo fondamentale nella mia formazione letteraria. Studiando, leggendo e approfondendo Strati, ho imparato a conoscermi e a conoscere la mia terra con pregi e difetti. Virtù. Ho imparato a comprendere il Sud e la sua gente. Guardando tutto dal di dentro e dal di fuori. Strati è stato ed è mio maestro di vita e di libri.

“La Calabria ti partorisce e non ti sa sfamare, ti cresce e non ti sa tenere”. Se un giorno uno dei suoi figli dovesse comunicarle la decisione di andare via, quale sarebbe la sua risposta?

Quel giorno è già arrivato. Mio figlio ha 17 anni, e sempre mi dice: – io qui non ci sto, ma’. Questa terra pretende il doppio di quello che da. Ed io non ho coraggio né forza per contrastarlo. Perché ha ragione. Ma una raccomandazione per lui, quella ce l’ho: – Va – gli dico,  – studia, impara, apprendi, cresci, confrontati. Ma poi se puoi torna. Se il richiamo è forte, torna. La terra aspetta sempre. Aspetta i ritorni. Ti aspetta con me. Solo così il Sud da morto che è riprende a vivere. E noi con lui.

Nella comunità che lei racconta è molto forte il senso del sacro. Qual è il suo rapporto con la religione?

Amo Dio e quanto racchiude. Senza riserve. È l’essenziale mio e dei miei personaggi. E ne La terra del ritorno, ha la forma del pane.

“E a Giusy l’amore che ha per la sua terra non gli stava più dentro al cuore, come acqua di fiumara le è uscito fuori, di testa e di pancia” dice Gioacchino Criaco nella Prefazione. Le è mai capitato di odiarla questa sua tanto amata terra?

Certo che mi è capitato. E sono sicura mi capiterà ancora. La Calabria è una terra da amare e odiare. È un destino dentro al cuore che ti prende e non lo sai lasciare. Un destino prepotente che rischia di lasciarti senza niente. Amo la Calabria come da figlia amo mia madre. E quando la terra diventa matrigna e si fa odiare, ecco che io divento madre e lei figlia. E così dopo averla apparentemente odiata continuo ad amarla ancora. Quando mi sentirete dire: “maledetta terra”, e perché in cuor mio la sto benedicendo e chiedo a Dio di farlo assieme a me.

Dal punto di vista letterario crede vi sia una Calabria forte che possa fare Cultura?

La Calabria è tutta forte. Il giorno in cui il calabrese smetterà di essere nemico e invidioso di se stesso, ecco che la forza di cui è capace, verrà fuori. E sarà tutta Cultura, nella forma più autentica e globale. Ma dobbiamo fare in fretta, prima che il resto del mondo rubi ai nostri giovani una speranza di nome Calabria.

Saverio Fontana

 

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Saverio Fontana Saverio Fontana, nato a Catanzaro, diplomato in informatica presso l'Istituto Tecnico Industriale, collabora con la testata giornalistica on line lesuberante.it. Ama intervistare direttamente i protagonisti degli eventi e deve questo amore ad Oriana Fallaci di cui ha letto molte delle sue interviste dallo stile unico e inconfondibile.

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